Il decalogo del sub.

In immersione capita di dover fare immersione con altri sub, in siti che a volte  tendono al sovraffollamento.

È necessario un minimo di attenzione per gli altri e per l’ambiente che visitiamo, per limitare il nostro impatto ma anche per evitare di disturbare troppo il prossimo. A volte durante il corso sub siamo troppo preoccupati dal fatto di non farci del male per fare attenzione alle raccomandazioni del nostro istruttore sul comportamento da tenere.

Per questo provo a stilare una specie di decalogo, raccomandazioni che potrebbero essere utili per chi va a fare immersioni in giro per il mondo, per comportarci bene e lasciare di noi una buona impressione. E per conservare l’ambiente marino e gli animaletti che ci rendono felici.

 

  1. Non toccare il fondo. Un reef tropicale come una scogliera temperata sono spesso coperte di minuscoli esseri viventi, il contatto delle nostre mani e delle nostre ginocchia o pinne può distruggere in un secondo quello che un corallo aveva costruito in anni! Teniamolo presente, lavoriamo sul controllo del galleggiamento in modo da flottare nell’acqua sempre a qualche distanza dal fondo. Evitiamo di arare il fondo! In alcuni siti, proprio per limitare i contatti, si vieta di immergersi con i guanti. Non so se sia corretto vietare uno strumento che in caso di emergenza (corrente improvvisa) potrebbe renderci più sicuri, ma adeguatevi sempre al regolamento locale. Personalmente non uso guanti anche perché trovo che diminuiscano la mia sensibilità, preferisco stare molto attento e appoggiare un dito, se proprio è necessario, sul fondo nudo.

  2. Se siete fotografi dovete appoggiarvi, per scattare certe foto. Cercate di farlo sempre in siti dove la vostra presenza non faccia danni, Evitate di coricarvi sul corallo, appoggiatevi piuttosto alla roccia nuda con un dito o usando il puntatore, tenete ferme le pinne, al momento di allontanarvi dal fondo gonfiate GAV e polmoni e andatevene sfruttando l’assetto positivo, senza pinneggiare, anche come forma di rispetto per chi vi segue e ha atteso il suo turno per fotografare lo stesso soggetto.

  3. Ancora per i fotografi: limitate le foto di soggetti sensibili. Pensate al cavalluccio marino che avete di fronte, a quanti fotografi lo visitano, a quanti flash si prende negli occhi… il digitale non ci pone limiti, poniamoli noi alla nostra furia di paparazzi! Il più delle volte 2-3 scatti sono sufficienti.

  4. Non disturbate in eccesso gli animali. Evitate comportamenti che li terrorizzano e li stressano inutilmente, come cavalcare tartarughe o mante, disturbare i pesci palla per farli gonfiare, usare il puntatore per percuotere murene o altri animali. In presenza di pesci pelagici, evitate di nuotare velocemente verso di loro, li farete scappare impedendo agli altri di divertirsi. Avvicinateli lentamente muovendovi in diagonale, o seguite i consigli della guida.

  5. Evitate di raccogliere animali o oggetti dai relitti, Alcuni animali e i beni archeologici sono protetti da leggi locali e internazionali, si rischia una condanna penale, e in tutti i casi vale il principio di fare in modo che tutti possano godere dello stesso spettacolo che avete visto voi.

  6. Evitate di atterrare pesantemente o di sgomitare chi sta fotografando o semplicemente osservando qualcosa. Aspettate che abbia finito e che si tolga, anche sott’acqua vale il principio per cui il primo che arriva…

  7. Se il fondale è sabbioso o fangoso mantenete un assetto leggermente positivo in modo da pinneggiare verso il basso e da tenere le pinne lontane dal fondo. Le pinne mosse vicino al fondo sollevano sabbia, rendendo impossibile il lavoro dei fotografi e a volte anche l’osservazione. Per lo stesso motivo fissate con cura l’attrezzatura pendente, la fonte d’aria alternativa e il manometro (consolle) al GAV.

  8. All’inizio di un’immersione, entrando in acqua, assicuratevi di avere il via libera: saltare sugli altri è molto pericoloso, l’impatto di una bombola su un cranio può avere serie conseguenze. Appena in acqua, dato l’OK, toglietevi per lasciare via libera a chi segue.

  9. Al diving center come in barca è considerato segno di scarsa educazione sciacquare maschera, muta, calzari insabbiati nella vasca riservata al risciacquo delle attrezzature fotografiche. Se fate pipì nella muta, sciacquatela con cura in mare prima di appenderla: eviterete di spargere i vostri odori corporali e di sgocciolare i vostri liquidi fisiologici in giro, vi assicuro che è poco piacevole per gli altri!

  10. Come segno di rispetto per gli altri in barca tenete la vostra attrezzatura raccolta, fate in modo che occupi poco spazio e non disturbi gli altri. Ascoltate il briefing o almeno non disturbatelo commentando ad alta voce. Rispettate le attrezzature degli altri: mi hanno raccontato di un sub preda del mal di mare che ha vomitato dentro la borsa di un compagno, al momento ancora in acqua, e poi l’ha chiusa facendo finta di niente…

 

 

Per concludere, ricordiamo sempre che non siamo soli, ma siamo parte di una comunità che ha a cuore la salute dell’oceano, che ha il privilegio di visitare posti unici e deve considerare la responsabilità, nei confronti degli altri e dei posteri, di mantenerli il più possibile inalterati. Siamo tanti, solo seguendo certe regole possiamo convivere.

 

 

 

 

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